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Apple non avrà mai il suo chatbot proprietario

È finita l'era in cui l'IA poteva mangiarsi qualsiasi cosa.

È incredibile come una piccola scelta manageriale può cambiare totalmente il posizionamento di una big tech per sempre. Trovo anche assurdo che un'istituzione come Apple, che ha a disposizione le più grandi e infallibili agenzie di advisory, possa aver deciso di non investire tempestivamente in AI. Voglio dire... lo sapevano che stava arrivando la rivoluzione più grande mai vista, proprio come già conoscono i trend che diventeranno normalità tra cinque o dieci anni.

Infatti, come abbiamo delineato in passato, non è stata una scelta manageriale ma una realtà a livello di risorse umane: dipartimenti troppo lontani fra loro non hanno mai imparato a comunicare e quando è arrivato qualcosa di così orizzontale come l'IA sono esplosi, non ce l'hanno fatta. Ne abbiamo parlato in questo editoriale:

Ma perché Siri fatica così tanto a diventare Siri AI?
Quello che sembra un normale ritardo, nasconde qualcosa di più grave.

Ne ha parlato Mark Gurman di Bloomberg, e qualcuno si è anche nostalgicamente detto "Se c'era Jobs non sarebbe mai successo".

Beh Jobs non c'è e il treno del chatbot proprietario è passato, perché di LLM in realtà Apple ne ha sviluppati, tutti quelli che ad esempio vivono oggi in Apple Intelligence e che modificano le foto o lavorano sui testi, ma il modello dei modelli? Un chatbot conversazionale che ti parla, ti capisce, ti conosce e diventa piano piano un agente? Non ce n'è e — secondo me — non ce ne sarà traccia.

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