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Chi siamo

Quando dico "siamo" mi riferisco alla community, ma la verità è che dietro tutto il lavoro c'è una persona, Amir Ati, 35 anni, fiorentino di nascita e iracheno di sangue: scrivo codice da quando ero molto piccolino e già intorno ai sedici anni contribuivo a community come quella di Ubuntu Italia, e107 e Wordpress, mentre sviluppavo siti web e portali per aziende, prima in collaborazione con un developer di Milano e poi assunto in un'azienda di Firenze, mentre finivo scuola.

Gli anni sono passati, ho fatto da mentor a centinaia di startup e mi sono sempre chiesto quando avrei lanciato la mia. Così mi sono licenziato e l'ho fatto: ho unito la mia passione per la creazione dei prodotti a quella per la scrittura e la conoscenza. Il risultato è un Morning Tech lento, autoriale, attento, valori che spero arrivino al lettore finale.

Insomma nessuna redazione, nessuna macchina editoriale; solo tanta dedizione e un mare magnum di articoli che mi leggo ogni giorno e che spesso mi accendono riflessioni che condivido con voi.

Quando ho iniziato questo progetto nel 2024 sapevo che sarebbe stata tosta ma oggettivamente finché non lo provi, difficilmente lo capisci davvero.

Se sei curioso puoi leggerti i dettagli del mio viaggio nella retrospettiva di fine anno 2024:

I primi 10 mesi di Morning Tech
Leggo molti commenti sui social in cui vi rivolgete a Morning Tech usando il “voi”, ma la verità è che ci sono solo io dietro. Buon inizio di anno nuovo, ho iniziato a scrivere questo post il 30 dicembre e oggi, il 2 gennaio, lo sto ancora aggiustando. Com’è andata

E del 2025:

I dietro le quinte del 2025: com’è andata?
Annunciamo anche qualche novità.

Ah, quindi fa tutto l'AI?

No, l'AI mi aiuta nei riassunti ma la selezione delle notizie e delle rubriche del giorno — che faccio grazie a innumerevoli feed, gruppi, newsletter, ecc. — è manuale, insieme ai miei commenti personali e all'editoriale del sabato. Il podcast quotidiano poi, è quanto di più personale ed autentico.

In media impiego sulle due ore e mezzo al giorno per preparare la rassegna e registrare il podcast, mentre il sabato di più perché devo scrivere l'editoriale. Poi c'è tutto il resto: il sito web, l'app, i social media, le campagne di marketing.

Quando dico "agenti AI" sparo un po' alto: ancora l'IA agentica non è pronta, ma già molti dei miei processi sono automatizzati e integrati con ChatGPT e non mi dispiacerebbe un giorno avere vari "responsabili" (dal marketing, al content, al QA) addestrati su ogni dettaglio di Morning Tech, che possano davvero fare la differenza.

Questo apre un tema enorme sulle assunzioni ("Ma allora non si assumono più gli esseri umani?") di cui ho parlato approfonditamente qui:

Si può fare Morning Tech da soli?
Fino a prova contraria.

Ma quindi come siete diversi dagli altri?

Questo non è il classico prodotto che vuole solo fatturare; è una parte di me, del mio vissuto — da un lato un'opportunità anche personale per crescere culturalmente e dall'altro l'idea che forse posso essere utile per qualcuno.

L'era dell'IA sta sia spazzando via che trasformando a velocità impressionanti, e Morning Tech non vuole perdersi quel treno.

Se vuoi, puoi dare una lettura su come sono arrivato fin qui:

La mia storia
Morning Tech non è solo un progetto editoriale. È il risultato di tentativi, passioni, errori e scoperte. In questa email ti porto un po’ dietro le quinte, tra le righe della mia storia.

Morning Tech quindi è un progetto indipendente, senza investitori, senza pressioni, un progetto slow che si occupa del settore più fast in circolazione. Un progetto per il quale ti rispondo spesso se mi scrivi, quindi non avere paura a metterti in contatto per qualsiasi cosa!