In breve:
Nel tribunale superiore di Los Angeles si è concluso dopo sei settimane il processo civile contro Meta (per Instagram) e YouTube: ora la giuria deve decidere se alcune funzioni dei social (scroll infinito, autoplay, “mi piace”, notifiche, filtri estetici) siano state progettate per trattenere i minori alla piattaforma e se abbiano causato danni. La causa è stata avviata da una giovane oggi ventenne (denominata "KGM"), che attribuisce a YouTube e Instagram depressione, autolesionismo, pensieri suicidi, dismorfia corporea e fobia sociale; per ottenere un risarcimento la giuria deve stabilire negligenza delle aziende e nesso causale tra prodotto e danni. È il primo caso pilota di oltre 1.600 cause simili.
Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

