Sono le 14:12 al The Social Hub di Firenze Belfiore, io e Leonardo abbiamo appena finito una partita a ping pong e stiamo salendo le scale per trovare un tavolo al primo piano dove lavorare.
Ci sediamo, Leo mi parla di un'app che ha appena vibe codato che serve a gestire i turni di lavoro della sua ragazza; poi un'app per i podcast; poi un'app per gestire le altre app — insomma, alla fine erano sei o sette.
Leonardo è uno sviluppatore senior — lo era già quando ci siamo conosciuti per lavorare insieme quattordici anni fa — ma quindi ha bisogno dell'IA?
Beh, certo. Ma parliamo di Haider — qui l'amicizia è ancora più storica, mi ha visto nascere — figura certamente senior ma nel mondo del cinema, è un regista. Haider ha fatto scrivere a Cursor milioni di righe di codice — sì, milioni — e poi si parla di miliardi di token. Ha tirato su una piattaforma così grande e con così tante funzionalità che sembrava uno di quei prototipi che disegnavo anni fa su Framer troppo belli per essere veri — ma questo lo è.