Il "Software as a Service" è davvero una delle innovazioni più grandi degli ultimi decenni, e lo è per svariati motivi.
Qualcuno dice che una minaccia – l'intelligenza artificiale – lo soppianterà, ma non sono solo voci, anche il mercato sta parlando.
Il “SaaS è stato a lungo considerato uno dei modelli di business più attraenti, grazie alla ricorrenza dei ricavi che rende stime e proiezioni altamente prevedibili, alla grande scalabilità e ai margini lordi tra il 70% e il 90%,” ha dichiarato a TechCrunch Abdul Abdirahman, investitore della società di venture capital F-Prime.
Una forma ibrida di SaaS possiamo dire che già esisteva tra gli anni '60 e gli anni '90, prima ancora degli standard moderni di W3C, quando internet era solo accademico o aziendale. Allora esisteva qualcosa di simile chiamato "time sharing": le aziende accedevano a software su server centrali tramite terminali.
In generale però la struttura per le aziende è sempre stata che il software ti viene installato direttamente sulla macchina o sulla rete locale. È il concetto di cloud che ha cambiato tutto e ha aperto le porte alle subscription, quindi alle mensilità, alle annualità, al concetto di Churn (la percentuale di chi abbandona), ecc.