In breve:
Dopo la più grande IPO della storia, SpaceX potrebbe compiere un passo ancora più ambizioso: fondersi con Tesla per creare un conglomerato da circa 4.000 miliardi di dollari. Investitori, analisti e la stessa COO di SpaceX Gwynne Shotwell hanno già discusso pubblicamente i vantaggi dell'operazione, che unirebbe razzi, Starlink, auto elettriche, intelligenza artificiale, robot umanoidi e data center orbitali sotto un'unica entità. Musk controlla SpaceX con oltre l'82% dei voti e possiede circa il 20% di quelli Tesla, il che rende la fusione tecnicamente fattibile. Le leggi texane — dove entrambe le società hanno sede — rendono molto difficile per gli azionisti contestare la mossa: per fare causa serve il 3% delle azioni, che al valore attuale di Tesla equivale a 45 miliardi di dollari di titoli. Serve comunque l'approvazione dei due terzi degli azionisti Tesla, ma il board ha storicamente sostenuto Musk e molti azionisti retail sono suoi fedeli sostenitori. Il principale ostacolo rimane la valutazione: se i termini della fusione penalizzassero troppo gli azionisti Tesla, Musk rischierebbe di perdere consensi. Regolatori antitrust americani ed europei potrebbero teoricamente intervenire, ma gli esperti considerano un'azione concreta improbabile nell'attuale contesto politico.
Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Alternativa in italiano: non pervenuta