In breve:
Uber vuole trasformare la propria rete di autisti in una gigantesca infrastruttura di raccolta dati per i veicoli autonomi. L’idea nasce da AV Labs, programma annunciato a gennaio 2026 e oggi limitato a poche auto gestite direttamente dall’azienda e dotate di sensori. In futuro, però, Uber ha intenzione di estendere il modello agli autisti: se anche solo una parte dei suoi milioni di veicoli montasse kit di sensori, la società raccoglierebbe molte più scene di traffico reale di una normale flotta autonoma. Quei dati servirebbero ad aziende come Wayve per addestrare modelli, testare software in simulazione su corse reali e interrogare una “AV cloud” già classificata.
Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):
