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Uber vuole trasformare i suoi milioni di autisti in una rete di dati da rivendere alle aziende

Sarebbe la rete più grande al mondo.

In breve:

Uber vuole trasformare la propria rete di autisti in una gigantesca infrastruttura di raccolta dati per i veicoli autonomi. L’idea nasce da AV Labs, programma annunciato a gennaio 2026 e oggi limitato a poche auto gestite direttamente dall’azienda e dotate di sensori. In futuro, però, Uber ha intenzione di estendere il modello agli autisti: se anche solo una parte dei suoi milioni di veicoli montasse kit di sensori, la società raccoglierebbe molte più scene di traffico reale di una normale flotta autonoma. Quei dati servirebbero ad aziende come Wayve per addestrare modelli, testare software in simulazione su corse reali e interrogare una “AV cloud” già classificata.

Questo testo è un riassunto del seguente articolo (eng):

Uber wants to turn its millions of drivers into a sensor grid for self-driving companies | TechCrunch
Praveen Neppalli Naga, Uber’s chief technology officer, revealed the plan in an interview at TechCrunch’s StrictlyVC event in San Francisco on Thursday night, describing it as a natural extension of a nascent program the company announced in late January called AV Labs.

Riassunto completo:

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