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"Woke AI": la guerra fredda tra Anthropic e la Casa Bianca viene da lontano

Il punto di vista che forse non avevi ancora considerato.

Avete presente il movimento "Woke"? Nato nel gergo afroamericano e rilanciato dal movimento Black Lives Matter, oggi è una forma di protesta tipica della sinistra che si è estesa alla critica del linguaggio ma anche all'assetto culturale e alle istituzioni.

Facciamo un passo indietro. Il 23 luglio 2025 Donald Trump firma l'ordine esecutivo 14319, intitolato, senza giri di parole, Preventing Woke AI in the Federal Government. Lo Stato federale comprerà soltanto modelli linguistici «truth-seeking» e ideologicamente neutrali, che non incorporino «dogmi» come la diversità, l'equità e l'inclusione; e i fornitori che violano questi «Unbiased AI Principles» possono vedersi addossare i costi se il contratto dovesse saltare.

Tradotto, per vendere modelli al governo americano, devi dimostrare di non essere «woke».

Ma cosa vuol dire, in concreto, un'AI «woke»? L'espressione nasce nel febbraio 2024. Google lancia il generatore di immagini di Gemini e gli utenti scoprono che, alla richiesta generativa dell'immagine di un soldato tedesco del 1943, restituisce nazisti neri e asiatici; ai Padri Fondatori americani dà i tratti di donne e di persone di colore; genera un papa nero e vichinghi neri. Alla richiesta di «una coppia bianca», invece, Gemini si rifiuta, per non «perpetuare stereotipi dannosi». Google sospende la funzione e si scusa per le «imprecisioni». L'ordine esecutivo di Trump, un anno dopo, citerà quell'episodio come prova.

Oltre al caso Gemini, c'è una letteratura accademica che ha misurato l'orientamento politico dei modelli. David Rozado, nel 2024, ha sottoposto 24 modelli linguistici a test di orientamento politico standard: 23 di questi si collocavano a sinistra. Due ricerche peer-reviewed degli economisti Hartmann (2023) e Motoki (2024) hanno individuato nei chatbot una preferenza costante per posizioni progressiste e ambientaliste; uno studio del 2026 (Chen et al., arXiv, gennaio 2026) ha rilevato che i partiti di destra venivano descritti in termini sistematicamente più negativi. Persino uno studio di Stanford ha registrato che a percepire una tendenza a sinistra sono tanto gli elettori democratici quanto quelli repubblicani. E Claude, il modello di Anthropic finito nel mirino di Washington, in un'analisi comparativa del 2024 è stato classificato come «Outsider Left».

L'ordine esecutivo, però, è stato criticato. La Brookings Institution lo giudica vago e politicizzato. Le tecniche che provano a correggere le discriminazioni già documentate dell'AI — nelle assunzioni, nella giustizia penale, nella sanità — rischiano di finire bollate come «woke» ed escluse dagli appalti. E imporre per decreto la «neutralità ideologica» è a sua volta una scelta ideologica, presa da un'amministrazione: Trump si è vantato di aver reso il movimento «woke» non più "cool," parole sue. Dopodiché spunta Musk che presenta Grok come il chatbot «anti-woke», e allora fuori Anthropic, dentro xAI.

Del resto, un modello perfettamente neutrale forse non esiste. Ogni filtro è una decisione su cosa conti come «accurato» o «dannoso», presa da qualcuno: rifiutare una «coppia bianca» e generare un nazista nero nascono entrambi da istruzioni umane, e così pure ogni «non posso aiutarti con questa richiesta» di un chatbot. Quello che cambia, allora, è chi quell'inclinazione la sceglie — un'azienda, un governo — e quanto è disposto a dichiararla.

Su questo sfondo va letto lo scontro di queste settimane. L'amministrazione tratta Anthropic da «radical left, woke company», e il 12 giugno ha usato per la prima volta i poteri di export control per spegnere i suoi modelli di punta, Fable 5 e Mythos 5, per ogni cittadino straniero al mondo, esplicitando "motivi di sicurezza nazionale." Non vogliamo dire che lo abbia fatto per la posizione «anti-woke» del governo, perché non lo sapremo mai, ma potrebbe avere inciso.

Gli LLM oramai hanno acquisito un potere molto simile a quello dei media. Anzi, molti studi dimostrano quanto gli utenti si fidino molto di più del proprio chatbot personale che di un'informazione trovata online o sui social media. Che il governo USA si impegni a tenere fuori l'ideologia «woke» dai chatbot e quindi dalle case di ogni cittadino del mondo, non è soltanto un "fastidio ideologico" ma una manovra legata al consenso elettorale.

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