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L'Europa che pagherà i sussidi ai cittadini americani

Un futuro sin troppo probabile.

Ogni autunno, dal 1982, lo Stato dell'Alaska stacca un assegno a ciascun residente. Arriva a tutti indistintamente, senza requisiti di reddito e senza moduli da compilare: è il dividendo dell'Alaska Permanent Fund, il fondo che incassa le royalty del petrolio e ne redistribuisce i rendimenti ai cittadini. Sam Altman quel modello lo invoca da anni, scambiando la pedina del petrolio con quella dell'IA, in una scacchiera che non ha mai visto l'Europa fra i partecipanti.

Ma l'Europa non è solo non pervenuta, è succube. È l'embrione di un continente che, se continua così, può soltanto diventare una marionetta il cui unico libero arbitrio è scegliere se concedere il proprio futuro agli Stati Uniti o alla Cina.

Ma mettiamo che siano gli Stati Uniti.

Il 1 luglio il Financial Times, ripreso da Reuters, ha riportato che OpenAI avrebbe discusso con il governo statunitense la cessione di una quota del 5% della società ad un fondo governativo che ridistribuisce il denaro ai cittadini americani. Ad oggi si tratterebbe di circa 42,6 miliardi — una buona fetta di questi, provenienti da clienti europei.

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